“Noir rivelazione dell’anno” (Brescia Oggi)

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SUPEREROI DI FICTION E DI CRONACA PER IL NUOVO FESTIVAL GIALLO GARDA.
La scrittrice Rosanna Rubino parlerà del suo “331 metri al secondo
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Trecentotrentuno metri al secondo, come la velocità del suono quando è inverno: la storia del giovane Chon, novello giustiziere che ha l’udito di un pipistrello, riesce a cogliere un bisbiglio a distanza di trenta metri. Sembra Batman, ma con lui ha in comune solo l’assassinio dei suoi genitori,

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“Il romanzo della Rubino coinvolge il lettore e lo porta a leggerlo tutto di un fiato.” (Giallo e Cucina)

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Rosanna Rubino: architetto, specialista in marketing e comunicazione, consulente nel settore “real estate”. Questo è il suo terzo romanzo.

La narrazione si dipana su tre linee temporali differenti. Il prologo avviene nel momento presente, per passare immediatamente nel remoto passato di quattordici anni prima, proseguire nel momento corrispondente al passato recente (due mesi prima di ora) dove la storia ha il suo naturale svolgimento, ed infine ricongiungersi al presente per vivere il suo sorprendente epilogo.

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Intervista – dal blog “Sul Romanzo”

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Rosanna Rubino, scrittrice, architetto e specialista in Marketing e Comunicazione, dopo Tony Tormenta e Il sesto giorno, torna in libreria con 331 metri al secondo (HarperCollins, 2018) in cui racconta la storia di un ragazzo che rimane orfano, dopo aver assistito al massacro della sua famiglia e che possiede un super potere che si rivelerà un dono, ma anche una condanna. Chon soffre di una malattia congenita: l’iperacusia,

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“Una iper realtà onirica, viscerale e inconscia come i sogni.” (Corriere Spettacolo)

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“Kill Bill è il tipo di film che vanno a vedere al cinema i personaggi di Pulp Fiction” – dichiara Tarantino. E inventa un mondo immaginario all’interno, paradossalmente, di una realtà che è essa stessa rappresentazione: dentro un film. In 331 metri al secondo (Ed. HarperCollins, Agosto 2018), terzo romanzo di Rosanna Rubino (Tony TormentaIl sesto giorno), assistiamo a qualcosa di molto simile: la creazione di un universo in cui verosimiglianza e fumetto,

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“Un frenetico noir sui generis.” (OGGI)

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Chon ha 12 anni ed è “malato” di iperacusia, in pratica ha l’udito di un pipistrello o se si vuole di un supereroe. Gli massacrano la famiglia (non arrabbiatevi, non è spoileraggio perché tutto avviene nelle prime pagine). Lo ritroviamo adulto, ladro e informatore della polizia al contempo, sempre con questa sua incredibile capacità di sentire attraverso muri. Ascolta piani criminali, sa i fatti della gente, sa tutto, potrebbe continuare a campare così. Solo che all’improvviso si trova in un impiccio e deve trovare una enorme somma di denaro,

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“Un thriller originale, inedito, scritto con grande ritmo” (R. Iovacchini)

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331 metri al secondo è un thriller ambientato a Milano, negli ambienti del recente boom immobiliare, dei grattacieli firmati dai grandi architetti, del nuovo corso cittadino iniziato con l’expo e che sembra ormai destinato a durare molti anni. La trama racconta la vita di Chon, un ragazzino che ha visto uccidere i suoi genitori in un agguato in casa  e che è riuscito a salvarsi grazie ad una sua rara caratteristica fisica, ossia una specie di superudito,

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“Storia assai avvincente, scritta benissimo, anche quando gioca con le parole” (F. Durante, IL MATTINO)

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Anche in 331 METRI AL SECONDO (Harper Collins, 284 pagine), terzo libro della napoletana Rosanna Rubino, Milano, la città dove l’autrice lavora, è sfondo perfetto di un thriller calato negli attriti della modernità: vite marginali e santuari della finanza, sfavillanti progetti urbanistici e periferie degradate. E anche qui l’eroe parte dal lato buio della strada: si chiama Chon Cimmino, ha origini napoletane (che nel finale ritroverà), e gli hanno ucciso la madre e il padre spacciatore quando aveva 12 anni.

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“Un particolarissimo giallo urbano, linguaggio contemporaneo asciutto, essenziale, con dialoghi a tratti surreali ma sempre indovinati” (Thriller Nord)

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Chon ha dodici anni e si chiama così perché suo padre da giovane ha lavorato a Shangai e si è innamorato di questo nome, ma il bambino ha anche un’altra particolarità: un udito fuori dal comune.

In realtà, la sua è una patologia chiamata iperacusia che gli fa sentire anche i bisbigli a decine di metri di distanza. Chon ascolta tutto, anche quello che non vuole, e i rumori che per gli altri possono essere tollerabili a lui scatenano forti mal di testa e uno stato di insofferenza che lo fa isolare quasi sempre da tutti.

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“Thriller scatenato, stile asciutto e montaggio sincopato che strizza l’occhio al cinema.” (AMICA)

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Chon ha 12 anni e un nome cinese benché sia italianissimo, di Milano. Gira con un cappello sempre calato sul capo. Ama i ragni perché sono silenziosi e ha la passione dei fumetti, di Tex Willer in particolare. Una malattia congenita, una forma acuta d’iperacusia, gli ha regalato una dote da supereroe: un udito da pipistrello che gli permette di sentire i bisbigli fino a 30 metri di distanza. Un dono che è anche una maledizione,

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“Narrato con gelida precisione”, Gazzetta del Sud

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(…) Rosanna Rubino sbarca nella collana Darkside di Fazi con Il Sesto Giorno. Ronnie Rosso è arrivato in Italia con un barcone da Tripoli. In pochi anni ha creato un impero, ma questo orfano nasconde un segreto che può mettere a repentaglio la sua fortuna e tutto è appeso a un filo sottile in un romanzo narrato con gelida precisione.

(Francesco Musolino, Gazzetta del Sud)

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“Una prosa livida come la Milano d’inverno”, Il Manifesto

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Secondo ingresso italiano nella nuova collana di Fazi. Darkside, dedicata al noir e alle crime story. Tra gli autori viene finalmente ripubblicato in Italia Leo Malet, il più grande noirista francese con Jean Claude Izzo. Qui però non siamo a Marsiglia, ma a Milano, in pieno inverno. Dalla cima di un grattacielo, seduto sul cornicione, Ronnie Rosso guarda la città sotto di lui. Ronnie, nato in Niger, era arrivato dalla Libia a bordo di un barcone,

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“Rosanna Rubino sa scrivere”, La sepoltura della letteratura

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Rosanna Rubino sa scrivere. Il suo secondo romanzo, Il sesto giorno, edito da Fazi nella collana Darkside, un racconto che si sostanzia di pochi fatti e grigie descrizioni, è un opera che vuole essere non banale, forse innovativa nei dettagli e nelle scelte stilistiche (non tanto linguistiche), pregna di significati sottaciuti e drammi divenuti ormai prassi, pane quotidiano da smerciare tra i troppo carichi, stanchi scaffali piegati delle librerie del centro città o di periferia.

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